Leggende e bellezze di una città piena di sorprese e scorci ben nascosti per chi voglia scoprire cosa si nasconde dietro ciò che si vede.
Per scoprire la Roma nascosta, la prima traccia è un indirizzo segreto, che i romani custodiscono gelosamente. In cima al Colle Aventino, in Via di Santa Sabina, c’è il Giardino degli Aranci, così chiamato per via delle piante di agrumi che popolano il parco nascosto tra le mura di un castello del decimo secolo. Ad aspettarvi c’è la sua splendida terrazza, con una vista mozzafiato su Roma. Il terzo belvedere della capitale, oltre a quelli turistici del Gianicolo e del Pincio, è in effetti il più ravvicinato al fiume Tevere e agli angoli misteriosi e segreti che ospita su entrambe le sue sponde.
I romani per esempio, tengono molto alla leggenda di Pasquino, uno scrittore anonimo che affiggeva satire in rima sul piedistallo di una statua che ancora oggi si trova alle spalle di Palazzo Braschi. Una ‘bacheca’ dove ogni mattina chiunque poteva leggere le proteste contro i potenti.
L’amore dei romani per le ‘storielle’ divertenti non risparmia neanche i grandi artisti. E’ il caso della credenza, ancora molto popolare ai nostri giorni, che riguarda una la Fontana dei Quattro Fiumi scolpita dal Bernini a piazza Navona. Non stupitevi infatti se qualcuno vi dirà che la statua che rappresenta il Rio della Plata tiene il braccio alzato per coprirsi il volto nel timore che gli crolli addosso la facciata della chiesa che ha di fronte, Sant’Agnese in Agone del rivale Borromini. Si tratta ovviamente di una ‘leggenda metropolitana’ visto che la fontana venne realizzata prima che iniziassero i lavori per la costruzione della chiesa, ma un modo simpatico per ripensare alle grandi rivalità che hanno fatto di Roma la sua grandezza.
L’illusione continua a Palazzo Spada grazie alla Galleria Prospettica che attraverso un incastro di colonne che si ‘rimpiccioliscono’ suggerisce una profondità di oltre trenta metri, anche se in realtà non supera i nove metri di lunghezza.
La Roma dei giochi è anche quella di Piazza dei Cavalieri di Malta, dove tutto il palazzo e perfino i giardini sono stati progettati per godere di una visione ottica unica: dal piccolo buco della serratura del portone si vede infatti la Cupola di San Pietro. Un modo per ricordare chi comandasse davvero in città, di giorno e di notte.
Per gli amanti dell’horror gotico, l’indirizzo giusto conduce nei sotterranei della Chiesa dei Cappuccini, nella stessa Via Veneto che ha ospitato la ‘dolce Vita’ e dove si trova uno cimitero artistico che raccoglie le ossa di oltre 4.000 frati, utilizzate per arredare le pareti e i soffitti di ben 4 cappelle. La Chiesa dei Cappuccini è un luogo esoterico come tanti a Roma, cioè nascosto esattamente dove meno te lo aspetteresti.
Tappa obbligatoria di chi voglia visitare Roma è la Bocca della Verità, all’interno del portico della Chiesa di Santa Maria in Cosmedin, nota ai più come antico ‘smaschertore’ di bugie. Leggenda vuole che se un ‘imputato’ introduce il braccio nel foro al centro di questo grande disco di marmo, corra il rischio di perdere la mano nel caso in cui stia mentendo: tra mito e ‘trucchetti’ ciò che è probabile è che si tratti in realtà di un antico chiusino e che quindi quello che si visita potrebbe essere uno dei più antichi ‘tombini’ d’Italia.
Un’altra bella curiosità si trova nel bel mezzo della ottocentesca Piazza Vittorio, ovvero a due passi dalla principale stazione ferroviaria, quella di Termini. E’ qui che si trova una Porta Magica, ossia un arco su cui sarebbe incisa la mitica formula degli alchimisti per trasformare qualsiasi metallo in oro. In realtà la porta magica sarebbe l’ingresso ai laboratori segreti del marchese Massimiliano Palombara, vissuto tra il 1614 e il 1680, un vero ‘dottor Jekyll e mister Hyde’ capitolino di cui ancora oggi si racconta l’abitudine ad esperimenti a cui si stenta a credere, ma non certo a Roma.